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Africa occidentale, addio al franco CFA: la nuova moneta si chiamerà ECO

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(REUTERS)

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In base all'accordo, la valuta rimane ancorata all'euro e sarà ribattezzata ECO. Viene però eliminato l'obbligo per i paesi africani di depositare il 50% delle riserve nel Tesoro francese

21 dicembre 2019
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2' di lettura

Il franco CFA scompare dal prossimo luglio in Africa occidentale. La moneta simbolo del vecchio potere francese nel continente lascerà il posto a una nuova moneta unica che si chiamerà ECO. Lo ha annunciato Alassane Ouattara, presidente della Costa d'Avorio, in una conferenza stampa ad Abidjan al fianco di Emmanuel Macron, dopo la visita del presidente francese. A Parigi, l'Eliseo ha fatto sapere a BFM-TV che la fine del franco CFA metterà fine «a tutte le illazioni su questa moneta».

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In base all'accordo, la valuta rimane ancorata all'euro e sarà ribattezzata ECO. Viene però eliminato l'obbligo per i paesi africani di depositare il 50% delle riserve nel Tesoro francese e quello di avere un rappresentante francese nel consiglio di amministrazione dell'unione monetaria. «Questo è un giorno storico per l'Africa occidentale», ha detto Ouattara in una dichiarazione insieme a Macron.

Il futuro della moneta è stato a lungo dibattuto: i suoi detrattori hanno sottolineato i suoi legami con “Francafrique”, la rete di influenze che Parigi conserva nelle sue ex colonie.

I suoi sostenitori ritengono che la moneta, vecchia di 74 anni, abbia portato stabilità monetaria nei Paesi che la utilizzano, anche se già nel 2017 Macron aveva detto che spettava ai governi africani decidere cosa fare con la moneta.

Il CFA è utilizzato in 14 paesi africani con un totale di 150 milioni di abitanti e 235 miliardi di dollari di prodotto interno lordo.
I cambiamenti riguarderanno i Paesi dell'Africa occidentale (Uemoa) che usano il franco Cfa, cioè Benin, Burkina Faso, Guinea Bissau, Costa d'Avorio, Mali, Niger, Senegal e Togo. Non cambia nulla, almeno per ora, per Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Repubblica del Congo, che fanno parte del Cemac.

La polemica sul franco Fca era stata riaccesa nel gennaio scorso dal vice premier italiano Di Maio: «Se la Francia non avesse le colonie africane che sta impoverendo - aveva detto Di Maio - sarebbe la 15esima forza economica internazionale e invece è tra le prime per quello che sta combinando in Africa. L'Unione europea dovrebbe sanzionare queste nazioni come la Francia che stanno impoverendo questi posti e è necessario affrontare il problema anche all'Onu». Dopo le frasi di Di Maio Quai d’Orsay aveva convocato l’ambasciatrice italiana a Parigi.

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