Norme e Tributi
Pubblicità

Norme e Tributi

Nuovo reddito di emergenza in arrivo per 1,1 milioni di famiglie in difficoltà

di Michela Finizio e Valentina Melis

Calano redditi famiglie. 2021 parte con Pil negativo

Previste tre nuove tranche, requisiti meno stringenti per gli affittuari e una quota minima per 835mila disoccupati

5 aprile 2021
Pubblicità

Per visualizzare questo contenutoapri la pagina su ilsole24ore.com

Per visualizzare questo contenutoapri la pagina su ilsole24ore.com

4' di lettura

Si allarga la platea potenziale del reddito di emergenza. Il Dl Sostegni, in vigore dal 23 marzo, porta in dote tre nuove mensilità della misura anti-povertà introdotta a maggio 2020 dal precedente Governo e poi rinnovata sino a fine anno. L’importo massimo dell’aiuto, per i mesi di marzo, aprile e maggio, può arrivare a 2.400 euro: l’obiettivo è sostenere “i nuovi poveri” ai quali ha fatto riferimento il presidente del Consiglio Mario Draghi durante il suo discorso per la fiducia al Senato, ricordando che oggi il 45% di chi si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta.

A questa platea allargata, stimata dalla stessa relazione tecnica al Dl Sostegni in circa 1,12 milioni di famiglie, si rivolgono le nuove tranche dell’assegno, istituito per la prima volta con il decreto 34/2020.

Pubblicità

A dicembre il reddito di emergenza ha raggiunto 335mila famiglie, per un importo mensile erogato di 182 milioni di euro. Oggi il Rem punta a triplicare i nuclei beneficiari, allargando le maglie dei requisiti, soprattutto per chi vive in affitto, e aprendo le porte a tutti coloro - circa 835mila lavoratori - che tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 hanno visto scadere le indennità di disoccupazione Naspi e Discoll e sono ancora disoccupati. Tanto che per questo strumento di lotta alla povertà questa volta il Governo ha stanziato oltre 1 miliardo e 520 milioni di euro. Cifre che - per il momento su carta - arriverebbero a pareggiare quelle del reddito di cittadinanza, sia nel numero di famiglie raggiunte, sia nella spesa mensile per lo Stato.

Leggi anche

I nuovi criteri

Il premier Draghi ha ricordato più volte che tra i nuovi poveri aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani e delle persone in età lavorativa. Cittadini italiani finora mai sfiorati dall’indigenza. Ed è per raggiungere queste fasce di popolazione che sono stati “ritoccati” i requisiti di accesso al reddito di emergenza, in particolare in favore di coloro che vivono in una casa in affitto.

Per questi ultimi, il limite reddituale per avere il Rem - riferito al mese di febbraio 2021 - sale di molto, perché alla soglia base (400 euro, moltiplicati per i parametri della scala di equivalenza usata anche per il reddito di cittadinanza), si aggiunge un dodicesimo del valore annuo del canone d’affitto. Quindi, ad esempio, una famiglia con due figli che paga un affitto di 800 euro, avrebbe come soglia reddituale riferita a febbraio non quella “base” di 720 euro, ma 1.520 euro (720+800).

Gli altri requisiti sono confermati: Isee non superiore a 15mila euro, residenza in Italia, valore del patrimonio mobiliare (cioè conti e risparmi, questa volta riferiti al 2020) sotto 10mila euro o fino a 20mila euro per le famiglie con più componenti (si vedano le schede in pagina).

Il Dl Sostegni apre anche sul fronte delle incompatibilità con le altre indennità economiche previste dalle norme emergenziali degli ultimi mesi. È escluso dalla nuova tranche del reddito di emergenza chi percepisce già il reddito di cittadinanza e chi ha accesso alle indennità una tantum previste dall’articolo 10 del Dl Sostegni per lavoratori stagionali, precari e collaboratori dello sport rimasti senza impiego a causa del Covid-19. Non sono escluse, però, categorie come quella dei lavoratori domestici (potenzialmente, quasi 850mila persone), che nella prima fase di erogazione del reddito di emergenza erano stati esclusi, perché nel 2020 c’è stata l’indennità da mille euro per colf e badanti.

Solo con queste modifiche, il Governo stima che i beneficiari del Rem potrebbero aumentare del 20% rispetto a dicembre.

I 1.200 euro ai disoccupati

Il Dl Sostegni, poi, apre l’accesso a tre rate da 400 euro di reddito di emergenza anche a una nuova platea. Il blocco dei licenziamenti ha comportato una diminuzione delle richieste di Naspi fra il 2019 e il 2020 (-3,5%), ma sono aumentate invece del 29,3% le domande di Discoll, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, che dura al massimo sei mesi (fonte Inps). L’aiuto si rivolge a 835mila soggetti che hanno visto terminare le indennità Naspi e Discoll fra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, in particolare a chi di loro è ancora senza lavoro (a eccezione del contratto di lavoro intermittente, senza indennità di diponibilità). Escludendo coloro che accederanno al reddito di cittadinanza o ad altre indennità con cui il Rem resta incompatibile, si stima che accederanno a questo aiuto 714 mila richiedenti. È comunque necessario avere un Isee ordinario o corrente entro 30mila euro, una soglia in questo caso non di povertà.

I NUOVI BENEFICIARI IN TRE ESEMPI

Gli affittuari
Per chi vive in affitto sale la soglia reddituale di accesso al reddito di emergenza, ancorata all’imponibile Irpef di febbraio 2021. Ad esempio, per una famiglia con due adulti e due minori che paga un canone di locazione di 800 euro mensili, tale soglia salirebbe dai 720 euro calcolati in base alla scala di equivalenza (400 euro di importo minimo per 1,8) fino a 1.520 euro (720 + 800 euro)

Gli ex esclusi
Il Rem viene erogato solo se nessuno dei membri del nucleo ha già usufruito di altre indennità emergenziali. Le incompatibilità oggi sono limitate alle indennità previste dall’articolo 10 del Dl 41/2021 (per lavoratori precari e collaboratori dello sport). Potranno ora accedere al Rem, quindi, i beneficiari delle indennità fruite nel solo 2020, come quella per il lavoro domestico

I disoccupati fuori termine
Potrà ricevere 1.200 euro (400 euro per tre mesi) chi ha un Isee familiare sotto 30mila euro e ha percepito le indennità di disoccupazione Naspi o Discoll, scadute tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021. Non deve essere titolare di un contratto di lavoro subordinato, di co.co.co. o di pensione. Visto il blocco dei licenziamenti e la durata massima della Naspi (2 anni), si tratta di soggetti disoccupati da tempo.

Riproduzione riservata ©
Pubblicità
Visualizza su ilsole24ore.com

P.I. 00777910159   Dati societari
© Copyright Il Sole 24 Ore Tutti i diritti riservati
Per la tua pubblicità sul sito: Websystem
Informativa sui cookie  Privacy policy