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Elezioni Usa: ci vorrà più tempo per i risultati. Ma l’onda blu per ora non c’è stata

dal nostro corrispondente RIccardo Barlaam

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(AFP)

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Il coronavirus nel 2020 ha cambiato tutto. Anche cosa aspettarsi dalla maratona notturna dell'Election Day che non ha chiarito chi vincerà. Le parole chiave sono pazienza e prudenza

4 novembre 2020
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3' di lettura

WASHINGTON - Ci vorrà più tempo. Il coronavirus ha cambiato tutto nel 2020. Anche cosa aspettarsi dalla maratona notturna dell'Election Day. In attesa dello spoglio dei voti degli stati della West Coast che porteranno un tesoretto di grandi elettori a Joe Biden, il primo bilancio che si può fare di questa notte elettorale è che l'onda blu per ora non c'è stata. Né in Florida e né in Georgia. Le previsioni di una vittoria di Trump in questi due stati del sud, profondamente rossi, sono state rispettate. Sarebbe stata una notizia il contrario. I democratici sono proiettati a vincere la Camera con 5 seggi in più. Per il Senato è un testa a testa. Anche la corsa per la Casa Bianca resta aperta ma sarà lotta fino all'ultimo voto: Joe Biden può tentare di battere Donald Trump. Non è detto che non ci riesca. Così come non è detto che non riesca a spuntarla il tycoon. Segno di un paese davvero diviso in due.

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Vanno considerati nel bilancio gli oltre 100 milioni di voti anticipati che non verranno conteggiati tutti subito. I risultati della maratona televisiva notturna offrono meno indicazioni del solito per questo motivo. C'è poi una babele di regole e procedure nei 50 stati che hanno modificato le leggi elettorali nell'anno del Covid per favorire il voto anticipato. Solo 9 stati su 50 prevedono di riuscire a effettuare lo spoglio di tutti i voti per le 13 di mercoledì. Una ventina di stati hanno spostato il termine massimo di ricevimento delle schede postali oltre il 3 novembre. Trenta stati consentono agli elettori di correggere errori che altrimenti porterebbero al rifiuto delle loro schede dopo il giorno delle elezioni. Nell'analisi dei risultati va considerato che i voti espressi ai seggi di solito vengono scrutinati prima - e questo potrebbe favorire i repubblicani come sembra dalla notte elettorale – e in un secondo momento si passa al conteggio dei voti anticipati. Ma questo non accade in tutti gli stati: in alcuni stati, come la Florida, i voti postali sono stati scrutinati prima del 3 novembre e inclusi nei conteggi. Insomma, le elezioni americane quest'anno sono un mosaico intricatissimo, con alto rischio di errori e ricorsi.

Le parole chiave sono pazienza e prudenza nell'attesa dei risultati ufficiali. In tutto questo l'affluenza è stata record. Alle scorse elezioni presidenziali avevano votato 135 milioni di persone: quest'anno i votanti totali potrebbero raggiungere i 150-160 milioni, a seconda delle stime. Segno che la posta in gioco con queste elezioni, nei due schieramenti, è davvero molto sentita. In un'America polarizzata come mai prima nella storia recente.

Il voto anticipato è la vera particolarità di queste elezioni 2020. I democratici da mesi hanno lanciato una massiva campagna per invitare le persone a votare per tempo, sfruttando queste possibilità. L'antitrumpismo è stato il collante che ha unito come mai forse prima il partito di opposizione. Con il timore dei ritardi del Us Postal, dove un manager scelto da Trump ha pochi mesi fa introdotto una discussa riforma taglia-costi che ha avuto come effetto indiretto il ritardo nella consegna in tutto il paese. Ieri l'Us Postal ha segnalato ritardi nella consegna delle schede del voto postale ai funzionari elettorali in tre swing states che potrebbero decidere le elezioni statunitensi: Michigan, dove le schede dovevano arrivare ieri per essere conteggiate e in alcune aree rurali della Pennsylvania e della Carolina del Nord.

Per avere idea di chi ha vinto le elezioni americane bisognerà attendere. Florida e Georgia, stati vinti da Trump nel 2016, sono i primi con i risultati definitivi. Per sapere invece come andrà a finire in Pennsylvania, un altro degli stati decisivi in questa corsa elettorale, bisognerà aspettare il rientro dei voti postali consentito fino a venerdì 6 novembre. In California addirittura i voti postali possono essere ricevuti fino a 17 giorni dopo l'Election Day, il 20 novembre.

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