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Così la via slow del turismo enogastronomico cattura nuovi appassionati

di Enrico Netti

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(Biba - stock.adobe.com)

Un italiano su due si dice pronto a questa esperienza da vivere con un ruolo più attivo ma per un terzo pesa il calo del budget

10 maggio 2021
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2' di lettura

Una formula basata su un turismo lento, sostenibile e immersivo nel territorio. Così il turismo enogastronomico conquista sempre più estimatori. Quest’anno opteranno per questa formula poco più della metà degli italiani contro il 45% del 2019 e il 21% del 2016. «È in crescita costante e nel 2021 l’elemento enogastronomico guida la scelta del viaggio con incluso almeno un pernottamento nel 55% dei casi - spiega Roberta Garibaldi, curatrice del rapporto su questa formula di vacanza -. Nel 2020 pesano le conseguenze della pandemia che ha ridotto il numero delle esperienze fruite, in media del 27% rispetto al 2019, e il potere di spesa. Dai dati comunque emerge una crescente attenzione al tema e un nuovo profilo del turista». Per quanto riguarda il budget a causa della crisi economica si registrano comportamenti opposti. «Circa la metà dei viaggiatori italiani per le esperienze enogastronomiche avrà a disposizione un budget invariato rispetto al 2019, il 18% leggermente inferiore e un altro 15% molto inferiore. Solo il 21% dichiara maggiori possibilità di spesa nei prossimi mesi».

La pandemia ha inoltre rimescolato l’offerta e le località di mare sono diventate la porta di accesso per partecipare a esperienze enogastronomiche memorabili nell’entroterra (53% dei turisti enogastronomici), davanti alle città d’arte e alle destinazioni montane. La voglia di vivere all’aria aperta spinge i turisti alla ricerca di sistemazioni come agriturismi (l’86% ha intenzione di alloggiarvi) e relais di campagna (59%), con una ricerca di soluzioni innovative, tra cui spiccano alberghi a tema cibo-vino (56%), glamping (29%) e case sugli alberi (32%). Nella scelta degli hotel, la presenza di un’offerta che valorizza i cibi tipici locali appare sempre più determinante e l’80% degli intervistati si aspetta una prima colazione a base dei prodotti del luogo. Non ci si accontenta più del canonico tour della cantina, tra botti, silos e l’impianto di imbottigliamento perché il turista punta a diventare protagonista dell’attività magari partecipando alle attività quotidiane dell’azienda agricola. È una conseguenza indiretta dei lunghi mesi del lockdown che spingono ancora di più verso le attività all’aria aperta. Non a caso i due terzi del campione, continua il rapporto, si dice pronto a frequentare percorsi e workshop proposti nelle fattorie e vorrebbe partecipare ad attività sportive. Yoga, trekking, escursioni in bici sono gli altri elementi che indirizzano la scelta. Tra le destinazioni più ambite c’è la Sicilia, seguita dall’Emilia-Romagna, la Campania, Puglia e Toscana. Per quanto riguarda l’estero la Spagna conquista il podio seguita da Francia e Grecia. C’è poi un inseguimento tra capitali: Parigi è la riconosciuta mecca dell’enogastronomia seguita da Barcellona e Madrid.

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