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Defibrillatori ovunque per combattere l’arresto cardiaco: depenalizzato l’uso delle apparecchiature

di Nicoletta Cottone

Defibrillatori ovunque: le novità della nuova legge, dalla scuola alla depenalizzazione dell'uso

Ogni anno oltre 60mila persone muoiono in Italia per arresto cardiaco. Priorità nell’installazione in scuole e università

28 luglio 2021
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6' di lettura

Defibrillatori ovunque. Nelle pubbliche amministrazioni, in scali aeroportuali, stazioni ferroviarie, porti, ma anche a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interni. E presso i gestori di pubblici servizi, a bordo dei servizi di trasporto extraurbano in concessione. Grazie al supporto unanime delle forze politiche alla Camera ha avuto il via libera definitivo una legge di civiltà, che consentirà una diffusione capillare dei defibrillatori in tutte le città, in ambienti extra ospedalieri. Una legge che potrà salvare tante vite umane, come ha insegnato l’esperienza di città cardioprotette come Piacenza, dove grazie al “Progetto vita” - primo progetto di defibrillazione precoce nato in Europa nel 1998 - e a 1.073 defibrillatori presenti sul territorio e 57mila volontari addestrati, sono state soccorse e salvate per strada 128 persone. Ogni anno in Italia 60mila persone sono vittime di arresto cardiaco, che colpisce anche senza avvisaglie.

Due milioni di contributi all’installazione

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E ci sono due milioni l’anno a disposizione a partire dal 2021 per la concessione di contributi all’installazione. La legge era stata approvata in prima lettura dalla Camera il 30 luglio 2019 e aveva ottenuto il via libera del Senato, con alcune modifiche, il 27 maggio 2021. Ora ha completato l’iter in seconda lettura alla Camera ed è legge grazie all’assegnazione in sede legislativa che ha consentito l’approvazione definitiva direttamente in commissione Affari sociali.

Fondamentale la tempestività: ogni minuto la possibilità di sopravvivenza scende del 10%

L’arresto cardiaco è un killer silenzioso che rappresenta la principale causa di morte nei paesi occidentali. La percentuale di sopravvivenza è legata alla tempestività dell’intervento di defibrillazione. Ogni minuto che passa dal momento dell’arresto cardiaco la possibilità di sopravvivenza scende del 10%: dopo 5 minuti le probabilità di salvataggio sono del 50%, dopo 10 minuti sono pari a zero. La sopravvivenza a un arresto cardiaco è attualmente inferiore al 10% se non si interviene con sistemi di defibrillazione precoce. I dati scientifici segnalano invece che la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco si ha nel 46% dei casi, quando si interviene subito con un defibrillatore. Una percentuale di sopravvivenza che in città cardioprotette come Piacenza sale al 93% grazie alla presenza capillare di defibrillatori.

Mulè: «Approvata una legge che l’Italia aspettava da 20 anni»

«Vittoria. Dopo due anni di attesa - è il primo commento a caldo di Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa del governo Draghi - è stata approvata in via definitiva dalla commissione Affari Sociali della Camera dei deputati in sede legislativa la legge di cui sono stato promotore, primo firmatario e relatore, che prevede non solo la diffusione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e di lavoro ma anche percorsi formativi nelle scuole per informare ed educare giovani e cittadini a saper intervenire tempestivamente in soccorso di chi viene colpito da attacco cardiaco. Finalmente vede il traguardo una legge voluta da Forza Italia e votata all'unanimità da tutte le forze presenti in Parlamento che non è di semplice buonsenso ma di civiltà. Una legge attesa da 20 anni in Italia che da sempre ho definito ‘salva vita' perché permetterà appunto di salvare migliaia di vite ogni anno, di diffondere cultura di prevenzione e primo soccorso. Oggi è stato colmato un vuoto normativo tutto italiano: si scriverà ‘defibrillatori ovunque', si leggerà ‘vita'».

Depenalizzato l’uso dei defibrillatori

«I defibrillatori saranno distribuiti in modo capillare sul territorio e sarà possibile salvare tante vite umane. Con l’intervento nei primi 5 minuti - spiega in una videointervista al Sole 24 Ore - contiamo di salvare già nei prossimi anni almeno il 10- 15% di chi è colpito da arresto cardiaco che, tradotto in numeri significa almeno 10-15mila persone che riusciranno a vivere grazie a questa legge, che è una legge di civiltà», spiega il parlamentare azzurro. Fondamentale poi la depenalizzazione nell’uso dei defibrillatori da parte di personale non sanitario. «Perchè spazza via qualunque tipo di paura che si può avere nell’uso del defibrillatore. Chiunque userà il defibrillatore non andrà incontro a nessuna conseguenza perchè è un’apparecchio che fa solo bene: non può far male alla persona soccorsa o a chi la soccorre. Questo è un principio basilare, certificato dalla letteratura mondiale, e per questo abbiamo introdotto la non punibilità per chi usa il defibrillatore». Chiunque, quindi, potrà intervenire e applicare il defibrillatore, seguendo le indicazioni che l’apparecchiatura darà al soccorritore in automatico. É anche prevista la mappatura delle apparecchiature sul territorio per facilitare i soccorsi. «Ci saranno delle app, con un sistema di mappatura costante in tutta Italia - dice Mulè - per sapere dove sono allocati i defibrillatori. Ogni centrale del 118 avrà in tempo reale la localizzazione dei defibrillatori e dei volontari presenti nel territorio. Basterà attivare la app per sapere dove è il defibrillatore più vicino». Ora resta solo l’ultimo miglio da percorrere: ci sono dei decreti attuativi da realizzare per fare in modo che la legge diventi realtà.

Brunetta: «Legge di civiltà e di buon senso»

«Una legge di civiltà e di buon senso, attesa da decenni, che permetterà di salvare migliaia di vite umane e di promuovere la cultura della prevenzione e del primo soccorso, a partire dai più giovani. E a beneficio di tutti», ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. La legge, ha sottolineato il ministro, prevede la «diffusione di questi fondamentali presìdi salva-vita, di facile utilizzo, nei luoghi pubblici e di lavoro, promuovendo anche percorsi formativi nelle scuole».

Defibrillatori in porti, aeroporti e sui mezzi di trasporto

La nuova legge prevede la progressiva diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni presso le sedi delle pubbliche amministrazioni, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nei porti, a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interna che effettuano tratte con percorrenza continuata, senza possibilità di fermate intermedie, della durata di almeno due ore. Prevista la presenza di defibrillatori anche presso i gestori di pubblici servizi e di servizi di trasporto extraurbano in concessione. Prevista l’installazione in uffici dove siano impiegati almeno 15 dipendenti e che abbiano servizi aperti al pubblico.

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Priorità per scuole e università: le prossime tappe per l’operatività

Sarà un decreto del presidente del Consiglio dei ministri - su proposta del ministro della Salute, sentiti i ministri dell’Economia e della Pa - a definire entro 120 giorni un programma quinquennale per favorire la progressiva diffusione e utilizzazione dei defibrillatori nei luoghi e sui mezzi di trasporto, con priorità per le scuole di ogni ordine e grado e le università. Un decreto del ministro della Salute individuerà i criteri e le modalità per l’installazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, che saranno indicati con una segnaletica ad hoc. Dovrà essere favorita la collocazione delle apparecchiature in luoghi accessibili 24 ore su 24 anche al pubblico.

Si potrà incentivarne l’uso in centri commerciali, condomini e alberghi

La legge prevede che gli enti territoriali possano incentivare, anche con misure premiali, l’installazione di defibrillatori in centri commerciali, condomini, alberghi e nelle strutture aperte al pubblico. Per ora una presenza di apparecchiature “suggerita”, ma che un ordine del giorno della senatrice pentastellata Mariolina Castellone, approvato a palazzo Madama, chiede di rendere obbligatoria non solo in centri commerciali e alberghi, ma anche in stabilimenti balneari, farmacie, palestre, discoteche e a bordo delle vetture delle forze dell’ordine e dei Vigili del fuoco.

Chiunque potrà usarli

Chiunque potrà usarli. La nuova legge consente l’uso dei defibrillatori automatici e semiautomatici anche al personale non sanitario che abbia ricevuto una specifica formazione nelle attività di rianimazione cardio-polmonare. Ma in assenza di personale sanitario o non sanitario formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco è comunque consentito l’uso del defibrillatore anche a una persona senza requisiti. Sancita la non punibilità delle azioni legate all’uso del defibrillatore e alla rianimazione cardiopolmonare intraprese da persone che agiscano in stato di necessità nel tentativo di prestare soccorso a una vittima di sospetto arresto cardiaco.  

Società sportive: ecco gli obblighi in competizioni e allenamenti

La nuova legge interviene anche sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori in società sportive dilettantistiche e professionistiche. La norma specifica che l’obbligo di dotazione e impiego sussiste nelle competizioni e durante gli allenamenti. Il dispositivo di defibrillazione deve essere notificato e registrato presso la Centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria 118 territorialmente competente.  

Le tecniche di rianimazione si studiano a scuola

La nuova legge prevede l’introduzione alle tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base e di utilizzo dei defibrillatori nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Previste iniziative di formazione per gli studenti in classe sulle tecniche di primo soccorso, anche in collaborazione con il servizio di emergenza territoriale 118. Ogni scuola, il 16 ottobre, in concomitanza con la Giornata mondiale per la rianimazione cardiopolmonare potrà effettuare specifiche iniziative di informazione sull’arresto cardiaco e sulle azioni di primo soccorso. Previste campagne di informazione e di sensibilizzazione organizzate da ministero della Salute e dicastero dell’Istruzione megli istituti di istruzione primaria e secondaria. Campagne dirette a studenti, genitori, personale docente e non docente e agli educatori per informare sulle manovre di rianimazione cardiopolmonari e sull’uso del defibrillatore.

La mappatura dei defibrillatori

Come trovare il defibrillatore più vicino? La nuova legge prevede che entro 60 giorni chi già dispone di un defibrillatore abbia l’obbligo di comunicare la presenza del dispositivo alle centrali operative del sistema di emergenza sanitaria 118, in modo che sia possibile una mappatura per la tempestiva localizzazione del defibrillatore più vicino in caso di un arresto cardiaco. Dovrà essere comunicata marca, modello, data di scadenza delle parti deteriorabili (batterie o piastre adesive) e orari di accessibilità al pubblico. Nei luoghi pubblici dove c’è un dispositivo registrato dovrà essere individuato un responsabile del corretto funzionamento dell’apparecchio e di una adeguata informazione all’utenza. La Centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria 118 territorialmente competente dovrà effettuare una segnalazione periodica delle date di scadenza delle parti deteriorabili. Previsto anche sistema di monitoraggio remoto della centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria 118 più vicina per verificare in tempo reale lo stato operativo e la scadenza delle parti deteriorabili o malfunzionamenti.

  

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