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Auto, Germania e Unione europea vicine a un’intesa sugli e-fuel

di Isabella Bufacchi

L'Ue rinvia voto sull'obbligo di auto a zero emissioni dal 2035

Il cancelliere Olaf Scholz e il ministro dei Trasporti, il liberale Volker Wissing, hanno espresso ottimismo sulla possibilità di trovare un accordo, dopo aver incontrato domenica la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen

7 marzo 2023
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3' di lettura

È in chiave tecnologica il “dialogo costruttivo” avviato nel fine settimana tra la Germania e la Ue per trovare un accordo “rapido” sul futuro delle auto con motore a combustione alimentate solo da carburanti sintetici. Il cancelliere Olaf Scholz e il ministro dei Trasporti, il liberale Volker Wissing, hanno espresso ottimismo ieri e nel fine settimana sulla possibilità di trovare un accordo, dopo aver incontrato domenica la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ai margini di una riunione di gabinetto. Ma la decisione finale su come procedere spetterà a Bruxelles.

«Siamo sulla strada giusta», ha detto Wissing: sulla ricerca di una soluzione si sta già lavorando e «si continuerà a lavorare nei prossimi giorni», ha rincarato Scholz. Wissing ha sollecitato la Commissione europea a presentare una proposta sul futuro delle auto alimentate da e-fuel, sfruttando meglio la tecnologia disponibile e mirando al disco verde dell’immatricolazione post-2035 delle auto con motori endotermici che utilizzano esclusivamente e-fuel.

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L’altolà di Berlino

L’altolà della Germania, che ha sollevato il problema dei carburanti sintetici a pochi giorni dalla formalità del voto finale sullo stop alla vendita di auto con motore a combustione dal 2035, è arrivato come una doccia fredda a Bruxelles: l’astensione della Germania avrebbe fatto naufragare la legge, e il voto finale è stato posticipato a data da definirsi.

La presidente von der Leyen preme per trovare «un accordo rapido, in equilibrio tra gli obiettivi della politica climatica e l’apertura alla tecnologia»: per questo ha voluto accelerare, incontrando domenica il cancelliere Scholz direttamente al castello di Meseberg, vicino a Berlino nel Brandeburgo, dove il governo si è riunito in una due-giorni del gabinetto a porte chiuse per pianificare il budget 2024 e appianare una lunga lista di divergenze scoppiate nelle ultime settimane tra i membri della coalizione semaforo.

Soluzione tecnologica

La proposta della Commissione richiesta dalla Germania, una “soluzione tecnologica” come l’ha chiamata Wissing, potrebbe limitarsi a un’integrazione all’accordo senza dover riscrivere l’intera legge, e potrebbe contemplare un’apertura ai carburanti sintetici e agli e-fuels basata sulla tecnologia. Tecnicamente, infatti, l’obiettivo delle neutralità climatica può essere garantito dai motori a combustione alimentati con e-fuel nel momento in cui il calcolo sulle emissioni zero di gas serra tenga conto dell’intero ciclo di vita dell’autovettura, dalla produzione di elettricità alla guida, well to wheel: la CO2 assorbita per produrre carburanti sintetici con energie rinnovabili e idrogeno può compensare completamente la CO2 emessa al momento della combustione dalle auto alimentate da e-fuel. Wissing ha sostenuto che «abbiamo bisogno di ogni soluzione tecnologica. Trazioni a batteria, celle a combustibile a idrogeno, ma anche carburanti sintetici».

Governo ai ferri corti

Non è escluso che von der Leyen sia andata a Meseberg per accertarsi che il liberale Wissing non abbia fatto, con la minaccia dell’astensione, una fuga in avanti senza il sostegno degli altri membri della coalizione, socialdemocratici e verdi. Negli ultimi tempi il ministro verde dell’Economia Robert Habeck e il ministro liberale delle Finanze Christian Lindner sono stati ai ferri corti su molti fronti. Il freno sul debito pubblico, ripristinato da quest’anno, vuol dire che la coperta è corta e che non tutte le richieste di spesa e di investimenti per il 2024 potranno essere soddisfatte.

Ma è sul fronte della protezione del clima e della competitività dell’economia tedesca, quest’ultima il tasto sul quale batte di più Scholz come soluzione a tutti i problemi, che lo scontro tra Habeck e Lindner si fa più intenso. I verdi puntano sull’ampliamento delle ferrovie, i liberali su quello delle autostrade. I Verdi vogliono velocizzare la rottamazione delle caldaie a gas, i liberali puntano sui carburanti sintetici usati dal motore a combustione. Sugli e-fuels, Berlino ha già stanziato investimenti e sovvenzioni pari a 1,9 miliardi di euro entro il 2026. Ma la produzione di e-fuel, per i verdi, consuma molta elettricità anche se prodotta da energie rinnovabili. Scholz intanto fa il paciere tra i due litiganti ma per i commentatori politici tedeschi il cancelliere si trova sempre più in sintonia con i liberali, anche perché sono un partito piccolo e in difficoltà a mantenere il 5% dei consensi degli elettori.

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