di Rita Fatiguso
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Wang Wentao, il nuovo ministro del commercio cinese ha parlato con la segretaria al Commercio americana Gina Raimondo, entrambe le parti manterranno aperta la linea di comunicazione considerando l’importanza del commercio bilaterale tra i due blocchi. Intanto Pechino prepara una legge per passare al contrattacco di sanzioni inflitte da altri Stati. Il draft è alla seconda lettura del Parlamento, il contenuto, non meglio definito, già solleva le critiche dell’Unione europea.
Procede lo scambio tra Stati Uniti e Cina per la ripresa dei negoziati sul commercio, dopo la telefonata tra Katherine Tai, trade representative, e Liu He viceministro e capodelegazione cinese, e il video-incontro tra Liu e il segretario al Tesoro Janet Yellen, anche i responsabili del Commercio dei due Paesi hanno avviato colloqui. Entrambi hanno ammesso la necessità di rapporti equilibrati e della linea di comunicazione da mantenere aperta in vista dei prossimi passi.
La notizia dello sblocco in America di Tik Tok e Wechat ha compensato in parte la doccia fredda dell’inclusione, una settimana fa, di 59 società cinesi nella black list delle aziende cinesi con legami stretti con la Difesa. La notizia della ripresa del dialogo ha favorito le borse asiatiche, Hong Kong e Shaghai, in particolare. Le azioni collegate a Tik Tok e WeChat ne hanno tratto beneficio.
La novità sta nel disegno di legge in seconda lettura al Parlamento cinese con il quale Pechino vuol mettere a punto un sistema per contrattaccare in caso di sanzioni da parte di altri Stati.
Quindi non un meccanismo di difesa della sicurezza del Paese inteso come screening degli investimenti, quanto un vero e proprio pacchetto di misure orientate a rintuzzare sanzioni inflitte alla Cina, da quelle economiche a quelle politiche.
Del provvedimento non si sa molto, se non che è stato affidato allo Standing committee del Paralmento, quindi al vertice del National people congress, ma l’Unione europea ha già manifestato la contrarietà a un simile progetto.
Il Governatore della Banca centrale Yi Gang è intervenuto anche per spegnere i timori sull’inflazione crescente e ha assicurato che la politica monetaria rimarrà prudente e i tassi rimarranno invariati.
Stesso atteggiamento da parte dell’autorità di controllo della borsa e delle assicurazioni, la CBIRC, che ha stigmatizzato la speculazione sui derivati, specie quelli collegati alle materie prime che hanno prodotto la più alta inflazione dal 2008 a oggi. In una fase caratterizzata dalla mancanza di liquidità, la fiammata dell’inflazione rischia di peggiorare le cose rallentando la ripresa cinese.
Rita Fatiguso
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