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Cloud, bando per Polo strategico sarà aggiudicato entro 2022

Colao al Forum Ambrosetti: "Obiettivo autonomia tecnologica dell'Europa"

Il ministro è intervenuto in conferenza stampa per la presentazione della Strategia Cloud Italia

7 settembre 2021
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4' di lettura

La Strategia Cloud Italia si articolerà in fasi successive a cominciare dalla pubblicazione del bando di gara per la realizzazione del Polo strategico nazionale: «Al più tardi» entro la fine del 2021 si procederà a pubblicare il bando di gara per la realizzazione del Psn. E sempre «al più tardi entro la fine del 2022 dovrà avvenire l'aggiudicazione del bando di gara».

È quanto emerso dagli indirizzi presentati oggi in conferenza stampa per la presentazione della Strategia Cloud Italia dal ministro per l’Innovazione e la transizione digitale Vittorio Colao per quanto attiene la migrazione delle amministrazioni sul cloud la cui conclusione è indicata entro la fine del 2025. Nella fase di migrazione verrà data precedenza alle Pac che attualmente operano con data center propri classificati, secondo il censimento Agid del patrimonio Ict della Pa, in Categoria B (con carenze strutturali e/o organizzative o che non garantiscono la continuità dei servizi). «A giorni ci aspettiamo proposte per il polo strategico nazionale». Si parla da tempo di una cordata in via di costituzione tra Cassa depositi e prestiti, Tim, Leonardo e Sogei.

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I quattro differenti livelli di sicurezza
Ci saranno quattro modelli di cloud per ospitare i dati più sensibili delle Pubbliche amministrazioni affidati al Polo strategico nazionale o comunque a fornitori qualificati secondo i criteri dell’Agenzia per la cybersecurity e del Dipartimento per la trasformazione digitale. Solo per i dati meno critici le Pa potranno ricorrere anche a fornitori non qualificati con server (solo in questo caso) che potranno essere collocati anche fuori dall’Unione europea. Per ognuna di queste quattro fasce di cloud nazionale il piano (presentato ieri da Colao con il sottosegretario di Stato delegato alla sicurezza,Franco Gabrielli, il direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza, Roberto Baldoni, e il chief technology officer delDipartimento per la Trasformazione digitale, Paolo De Rosa) prevede differenti livelli di sicurezza a presidio dell’autonomia strategica dei dati nazionali. Livelli di sicurezza, con rispettivo gradi di crittografia, che dovrebbero rappresentare una parziale risposta italiana al rischio di accesso ai dati da parte di governi di paesi terzi, ad esempio attraverso l’applicazione del Cloud Act americano.

Pa: per il 75% migrazione sul cloud conclusa entro il 2025

La migrazione della Pubblica Amministrazione sul cloud - per il 75% delle Pa - dovrà concludersi entro il 2025, «attraverso un processo uniforme per tutte le amministrazioni». È quanto prevede la Strategia Cloud Italia illustrata dal ministro. È previsto in particolare, si legge, che «a partire dalla fine del 2022 le amministrazioni avvieranno la migrazione verso il cloud qualificato che dovrà concludersi entro la fine del 2025» .

Le risorse
Il Pnrr assegna al progetto del Polo strategico nazionale, che riguarderà in modo particolare le Pa centrali e alcune Pa locali in situazioni di maggiore criticità, 900 milioni. Un ulteriore miliardo è invece destinato alle Pa locali. Non sono ancora state chiarite nel dettaglio le modalità con le quali queste risorse saranno assegnate ai soggetti privati. In conferenza stampa Colao ha confermato quanto delineato proprio dal Pnrr, cioè che si adotterà un meccanismo di voucher a favore direttamente degli enti che dovranno gestire la migrazione. Il Pnrr fa in realtà riferimento anche alla necessità di versare un canone annuo ai soggetti che, probabilmente sotto forma di una newco, si uniranno per gestire l’infrastruttura.

La procedura
Colao ha confermato che il governo ha scelto la strade del partenariato pubblico privato. Si attende a questo punto la proposta di quello che sarà il soggetto promotore. Trascorreranno tre mesi per valutarne fattibilità e interesse pubblico e solo dopo sulla base di questo progetto sarà avviata una vera gara pubblica, con bando da pubblicare entro la fine del 2021 e aggiudicazione nel 2022 quando dovrebbe avvenire anche la realizzazione del Psn. Va ricordato che in un Ppp il soggetto promotore gode di una sorta di diritto di prelazione previo adeguamento alle condizioni progettuali della migliore offerta. Colao ha in sostanza motivato la scelta del Ppp, preferito a una gara pubblica tradizionale su cui puntavano alcuni grandi provider del settore, con la necessità di “co-progettare” con i privati fin dalle fondamenta un sistema estremamente complesso e ad alto rischio strategico.

Per quanto riguarda i partecipanti, è ormai stato dichiarato dalle aziende interessate che ci sarà una proposta Tim-Cdp-Leonardo-Sogei. Sulla carta potrebbe non essere l’unica proposta ad arrivare nei prossimi giorni. Si registra anche l’interesse di Aruba in tandem con Almaviva. C’è sempre in campo Amazon Web Services sebbene il potenziale partner inizialmente individuato, Fincantieri, avrebbe deciso di non andare fino in fondo in considerazione della formazione della cordata capeggiata da Cdp, da cui è controllata. C’è anche l’interesse di Fastweb con il Poligrafico sello Stato, ma anche in questo caso non sembra certo l’impegno di una controllata del Mef in contrapposizione ad altri soggetti che fanno comunque capo direttamente o indirettamente al Tesoro. Ha dichiarato interesse al progetto anche il Il Consorzio Italia Cloud che include 6 società italiane (Seeweb, ETH, Netalia, Infordata, Sourcesense, Babyloncloud).

Colao: aiuteremo Pa sul territorio, sinergia con Brunetta

«Saremo sul territorio per aiutare le pubbliche amministrazioni a fare la migrazione - ha assicurato Colao -. Abbiamo fatto un lavoro ben concertato con il ministro Brunetta».

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