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Marriott scommette sull’Italia e firma per aprire a Firenze

di Paola Dezza

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The Gritti Palace, Gruppo Marriott, Venezia

Il gruppo leader mondiale dell’ospitalità pianifica ulteriori espansioni, anche con piccole acquisizioni, e vuole accelerare nel mondo degli affitti di appartamenti di lusso, dove oggi conta 35mila case

16 settembre 2021
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3' di lettura

L’amore per l’Italia viene dai nonni immigrati da Capua (Napoli) negli States e lo rinnova ogni anno in una casa nella campagna toscana dove si rifugia appena possibile, non lontano dal castello di Casole. Inizia con i ricordi di famiglia l’incontro con Tony Capuano, ceo del gruppo americano Marriott. Come catena alberghiera più importante al mondo, con 7.800 proprietà in gestione e in franchising in 138 Paesi, Marriott è un osservatorio privilegiato per interpretare i trend dell’hospitality, anche alla luce delle restrizioni e delle regole imposte dalla pandemia da Covid-19 in corso.

Il settore è in fermento, investitori e brand di gestione si stanno muovendo sul nostro territorio per conquistare nuove location. E la notizia dell’acquisizione, a livello mondiale, del gruppo Four Seasons da parte di Bill Gates ha dato nuovo impulso all’intero segmento.

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«Credo nella resilienza del settore viaggi – sottolinea subito Tony Capuano –. Ho letto molto durante il lockdown, libri sulla storia italiana e dell’antica Roma, e ho ritagliato una frase di Seneca che condivido per tenerla nel mio portafoglio: “Viaggiare e cambiare posto dà vigore”. Se torniamo al tema della nostra attività, vediamo una ripresa costante in molti mercati, in alcuni la ripresa è rapida in relazione alla domanda domestica, in altri più lenta».

Marriott in Italia

26 foto

St Regis Roma. Entrance
St Regis Roma. Library
St Regis Roma. Hotel Façade
St Regis Roma. Hotel Façade
St Regis Roma. Royal Suite
St Regis Roma. Royal Suite
St Regis Roma. Royal Suite
St Regis Roma. Lobby
St Regis Roma. Lounge
St Regis Roma. Lumen, Cocktails & Cuisine
St Regis Roma. Lumen, Cocktails & Cuisine
The St Regis, Venezia.
The St Regis, Venezia. Gio's Restaurant - Grand Canal Terrace at Dusk
The St Regis, Venezia. The Italianate Garden
The St Regis, Venezia. Santa Maria Suite - Terrace
The St Regis, Venezia. Presidential Suite – Living Room
The Gritti Palace, Venezia.
The Gritti Palace, Venezia. Punta Della Dogana Patron Canal Suite Livning Room
The Gritti Palace, Venezia. The Redentore Terrazza Suite Terrace
The Gritti Palace, Venezia. Explorer's Library
The Gritti Palace, Venezia. Club del Doge Restaurant Terrace
Hotel Danieli, Venezia.
Hotel Danieli, Venezia. Doge Dandolo Royal Suite - Bedroom
Hotel Danieli, Venezia. Lobby
Hotel Danieli, Venezia. Restaurant Terrazza Danieli
Hotel Danieli, Venezia. Bar Dandolo Lounge

La curva del trend in pandemia sarà irregolare, ma molti esperti credono nella ripresa. «Il deal di Four Seasons è incoraggiante» dice Capuano. Alla domanda di quale sia la strategia di Marriott per i prossimi anni, Capuano risponde che l’obiettivo è catturare clienti assicurandosi di avere il prodotto giusto da offrire nel luogo giusto. «In Europa, per esempio, abbiamo 125mila camere, in quelli che secondo noi sono i cancelli del Vecchio continente» spiega.

L’Italia è una delle mete in rapida espansione. Molte le nuove aperture. La prossima, che Il Sole24Ore anticipa in esclusiva, è quella del W Firenze, dopo il W Rome in apertura a novembre. Ma arriverà, sempre a Roma, anche Bulgari in piazza Augusto Imperatore. Tornando a Firenze, Marriott ha appena firmato per realizzare insieme a Progetto Majestic il nuovo hotel entro il 2023. Saranno 120 le camere, di cui 20 suites. Tra
cui anche la suite presidenziale con affaccio sul Duomo
e Santa Maria Novella.

A oggi il gruppo conta in Italia ben 54 hotel, diversificati per 15 brand. Per l’espansione futura si ragiona sui resort, oltre che sui city hotel. Le aree di maggiore interesse sono zone come la Puglia, la Sicilia e anche l’isola di Capri. Il trend che emerge combina business e leisure. In relazione alla Costa Smeralda circolano indiscrezioni di possibili cambiamenti nei brand dei quattro hotel iconici del fondo sovrano del Qatar (Hotel Cervo, Pitrizza, Romazzino e Cala di Volpe), tutti gestiti da Marriott. Capuano non nasconde che ci sono discussioni in corso.

«La velocità e la sostanza della ripresa si può ricavare dalle nuove aperture – dice -, 478mila camere in progress, per un terzo da riconversioni di hotel esistenti». Ma degli hotel iconici nel mondo quale vorrebbe nel proprio portafoglio? «Posso dire tutti? – dice ridendo -. Vorrei più strutture iconiche in grado di garantire esperienze di livello alla nostra clientela. Questo significa anche procedere con altre acquisizioni». Ma specifica non della portata di Starwood. Da quella unione, nel settembre del 2016, è nato il maggiore gruppo al mondo del settore alberghiero. Marriott in precedenza aveva già acquisito Protea in Africa, Delta in Canada e AC Hotels in Spagna. Ed è proprio l’Africa l’area geografica che ha subìto lo stop più pesante dalla pandemia da Covid-19. «Rappresenta una frustrazione, non una delusione – dice -, ma credo che l’area
si riprenderà».

Quali acquisizioni fanno gola al team? «Le nuove acquisizioni dovranno completare un gap esistente, a livello geografico, oppure creare una piattaforma regionale o globale – dice ancora Capuano -. Non abbiamo bisogno di acquisire altre catene per crescere come dimensione, ma per completare il nostro profilo».

Negli ultimi mesi e anche guardando a cinque anni il risultato è stato positivo per gli azionisti. Il titolo in Borsa vale oltre 142 dollari, dai 104 dollari circa di un anno fa e dai circa 68 di cinque anni fa. Segno che in molti sono pronti a scommettere sulla ripresa di viaggi e spostamenti e di conseguenza dei soggiorni in hotel.

Marriott ha anche scelto di cavalcare il successo dei soggiorni in appartamento. Pertanto ha creato la divisione Marriott homes and villas, che prima della pandemia contava 3mila abitazioni di lusso e oggi ne ha, invece, 35mila. Un segmento che Capuano fa intendere crescerà ancora molto. Perché il cliente oggi cerca esperienze, ma anche sicurezza, soprattutto in termini sanitari. Il Covid ha lasciato il segno.

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