di Cristina Casadei
(ANSA)
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«Tavolo sospeso. Abbiamo chiesto a Gkn un percorso che prevede 13 settimane di Cig, che non hanno un costo per l’azienda e ci permettono di bloccare la procedura di licenziamento. L’azienda ha dato disponibilità a valutare un possibile percorso di interlocuzione». La viceministra del Mise, Alessandra Todde ha riassunto così l’esito del tavolo convocato in prefettura a Firenze, per trovare una soluzione alla vertenza della Gkn di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Erano presenti l’azienda, le istituzioni locali, i sindacati e i rappresentanti del Mise. L’azienda di automotive, lo scorso 9 luglio ha comunicato ai 422 dipendenti, attraverso una e-mail, la chiusura dello stabilimento e l’avvio della procedura di licenziamento collettivo e anche nell’incontro di ieri ha ribadito di voler confermare la procedura di licenziamento.
Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze spiegano, però, di «avere dubbi sulla correttezza della procedura di licenziamento aperta dall’azienda e pertanto, come Fiom, abbiamo presentato ricorso al Tribunale di Firenze. La cassa integrazione per cessazione di attività non è lo strumento adatto ad uno stabilimento che è nelle condizioni continuare a produrre». I lavoratori hanno raggiunto la sede della prefettura nel pomeriggio e hanno dato vita a un presidio con cori, striscioni e bandiere. «Per noi è indispensabile che l’azienda ritiri la procedura di licenziamento. Non è una richiesta solo della Fim e della Cisl, ma di tutte le organizzazioni sindacali e le istituzioni», dicono il segretario confederale della Cisl Giorgio Graziani e il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano. «Non è possibile accettare la posizione aziendale che riconduce le relazioni sindacali a un ruolo di monetizzazione dei licenziamenti già decisi», aggiungono i sindacalisti.
L’azienda si è riservata di valutare le richieste circa le 13 settimane di cig e di apertura di un tavolo di confronto. Todde sottolinea che «il fatto di aver sospeso il tavolo e di non aver avuto la chiusura netta che c’è stata la volta scorsa è sicuramente qualcosa di diverso, una cosa importante». Certamente non è trascurabile il fatto che Gkn ha avuto circa 3 milioni di euro di contributi pubblici negli ultimi anni, in massima parte per lo stabilimento di Brunico e «non può permettersi di utilizzare uno stabilimento come un prodotto finanziario», aggiunge Todde. Nei prossimi giorni potrebbe essere chiesto a Invitalia di mettersi a disposizione per la ricerca di un advisor. Per Vincenzo Renda, della confederazione regionale Uil Toscana, e Leonardo Mugnaini, coordinatore Uil Firenze serve «una legge contro le delocalizzazioni selvagge subito, ma alle parole seguano i fatti. I lavoratori non possono più aspettare. Ed è chiaro che una norma in questo senso dovrà valere anche per le vertenze in corso, tra tutte quella Gkn».
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