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Pronto soccorso al collasso: anziani parcheggiati per 40 giorni. Parte indagine alla Camera

Sanità, stretta sui medici gettonisti nei Pronto soccorso

La commissione Affari sociali e Salute della Camera ha deciso di fare chiarezza aprendo un’indagine conoscitiva perché, afferma il presidente Ugo Cappellacci, si è giunti ad un livello «intollerabile»

19 ottobre 2023
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2' di lettura

Malati parcheggiati sulle barelle anche per settimane per mancanza di posti letto nei reparti, mentre i medici, sempre di meno, non riescono a far fronte ad una domanda di assistenza crescente. La situazione critica dei Pronto soccorso, in vari casi al collasso, è nota da tempo, ma ora la commissione Affari sociali e Salute della Camera ha deciso di fare chiarezza aprendo un’indagine conoscitiva perché, afferma il presidente Ugo Cappellacci, si è giunti ad un livello “intollerabile”.

Iniziate le audizioni in commissione

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Un anziano da 43 giorni in un Pronto soccorso romano è uno degli ultimi casi segnalati, mentre oggi una donna di 59 anni è morta a Scafati in seguito ad un malore improvviso accusato nei pressi dell’ingresso dell’ospedale, senza avere la possibilità di essere soccorsa all’interno del presidio sanitario il cui punto di primo intervento è chiuso da giugno per lavori. Ma le situazioni critiche sono tante e per analizzarle la commissione ha dato inizio alle audizioni delle società scientifiche interessate: «Solo con un’attenta verifica delle proposte, delle criticità e anche dei casi che possono rappresentare un esempio in positivo - ha spiegato Cappellacci - si può riconfigurare un sistema sanitario calibrato sul fabbisogno delle persone, delle famiglie delle comunità».

L’emergenza bed-blockers

Ad aggravare il problema è anche l’emergenza dei cosiddetti bed-blockers, cioè i pazienti non più acuti che restano ricoverati più del dovuto anche perchè, in molti casi soprattutto per gli anziani, non avrebbero una adeguata assistenza se dimessi.

Più posti letto necessari sul territorio

La crisi dei Pronto soccorso, sottolinea Nicola Montano, presidente eletto della Società italiana di medicina interna (Simi), «rappresenta un problema di organizzazione sanitaria importante e prioritario. Abbiamo nei reparti tanti letti bloccati da ricoveri spesso per motivi sociali e anche questo inverno ci aspettiamo l’ennesima crisi. Ma sarà così finché non si metterà mano al sistema, coinvolgendo gli internisti e aprendo posti letto sul territorio. Gli ospedali di comunità ventilati dal Pnrr sarebbero importanti. Il problema è che non si vedono all’orizzonte e non avremmo neppure i medici e gli infermieri da metterci.

Schillaci: interventi strutturali e concreti

Sulla crisi dei Pronto soccorso è intervenuto oggi anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che, rispondendo al question time alla Camera, ha sottolineato la necessità di «interventi concreti e strutturali»: «Aumento degli stipendi, riorganizzazione del Ssn e telemedicina: servono interventi concreti, ma li chiede ora chi ha tagliato 3 miliardi l’anno alla sanità per 10 anni», ha affermato. Necessaria, secondo Schillaci, una revisione del modello di assistenza ospedaliera e sono state già approntate per questo delle linee di indirizzo. «Bisogna andare oltre la proroga delle misure emergenziali per il Covid, e procedere - ha aggiunto - al reclutamento del personale con misure di carattere sistemico». Una risposta che non ha però soddisfatto Davide Farone, deputato di Italia Viva, che replicando al ministro nel corso del question time ha evidenziato come manchino 30mila medici e 250mila infermieri.

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