di Enrico Miele
La Borsa, gli indici del 1° novembre 2023
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(Il Sole 24Ore-Radiocor) - La pausa tassi della Fed - data già per scontata dai mercati nonostante la decisione ufficiale sia arrivata dopo la fine della seduta nel Vecchio Continente - ha spinto i listini europei che chiudono in rialzo la prima giornata di novembre, con Piazza Affari di nuovo in testa (anche in scia al calo oltre le attese registrato alla vigilia dall'inflazione). Oltre alle mosse della Banca centrale Usa, però, gli investitori attendevano al varco il suo presidente Jerome Powell - che ha parlato in serata a mercati europei chiusi - per capire se avrebbe lasciato, o meno, la porta aperta a possibili ritocchi al costo del denaro nei prossimi mesi alla luce dell’andamento dell’economia Usa (che si conferma a singhiozzo, con l'indice Ism manifatturiero e i posti di lavoro nel settore privato entrambi inferiori alle previsioni degli analisti). Il FTSE MIB ha chiuso così la sua terza seduta consecutiva in rialzo. Idem per le altre principali piazze finanziarie, dal CAC 40 di Parigi al DAX 30di Francoforte, passando per l'IBEX 35 di Madrid e il FT-SE 100 di Londra.
Gli indici a Wall Street perdono quota, ma restano in positivo dopo il comunicato della Federal Reserve sui tassi d'interesse - mantenuti stabili al 5,25%-5,50% - e lo stato dell'economia statunitense. A ridosso della chiusura, il Dow Jones guadagna lo 0,1%, lo S&P 500 lo 0,4%, il Nasdaq Composite lo 0,6%. Prevale così la cautela anche per alcune trimestrali deludenti che stanno pesando sui titoli e per il rapporto sull'occupazione del settore privato Usa che ha visto un aumento inferiore alle previsioni dei nuovi posti di lavoro nel mese di ottobre (+113mila a fronte di +130mila). In ogni caso, il bilancio del mese di ottobre per le piazze azionarie Usa è stato molto negativo (il terzo mensile in rosso di fila): il Nasdaq è arretrato complessivamente del 2,8%, l'S&P500 dell'1,4%, il Dow del 2,2%.
Negli Stati Uniti, l'indice Ism sul settore manifatturiero è calato a 46,7 punti in ottobre dai 49 di settembre. Il dato è inferiore alle previsioni degli analisti, che si attendevano un miglioramento a 49,2 punti. Nel dettaglio, sono scesi i sottoindici su produzione (a 50,4 da 52,5), nuovi ordini (a 45,5 da 49,2), scorte (a 43,3 da 45,8) e occupazione (a 46,8 da 51,2), mentre è salito quello sui prezzi (a 45,1 da 43,8). Questo mentre le spese per costruzione sono salite dello 0,4% mensile in settembre. Il dato è in linea con le previsioni degli analisti.
A Piazza Affari si sono distinte Nexi, Banca Pop Er e Stellantis , con gli analisti positivi sui conti. Bene anche Telecom Italia dopo le indiscrezioni secondo le quali il socio francese Vivendi avrebbe inviato una nuova lettera a consiglieri e sindaci della società di tlc e alla Consob, in cui chiede che l’operazione di cessione di NetCo sia esaminata dal comitato parti correlate e quindi, in caso di valutazione positiva o negativa ma condizionata, all’assemblea ordinaria deliberativa. In coda invece Iveco Group che ha deluso sul fronte dei ricavi industriali. Acquisti anche su Tenaris, Inwit e Diasorin mentre in "rosso" a fine seduta finiscono Cnh Industrial, Prysmian e Davide Campari.
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco si è attestato a 189 punti, tre in meno rispetto alla chiusura del 31 ottobre. Calo più sensibile per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 4,65%, dal 4,72% del closing della vigilia.
Sul mercato valutario, l'euro si indebolisce sul dollaro e passa di mano a 1,0539 (a 1,0562 ieri in chiusura) e 159,24 yen (158,43). Il cambio tra il biglietto verde e la divisa nipponica si attesta a 151,086 (151,287). Gas stabile sui 47,7 euro al MWh mentre, con le scorte Usa di petrolio sopra le attese, il Wti di dicembre scambia a 82,3 dollari al barile (+1,5%) e il Brent di gennaio a 86,3 dollari (+1,6 per cento).
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Enrico Miele
Redattore Radiocor
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