di A.Mac.
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I giovani sono generalmente ottimisti sugli sviluppo dell’intelligenza artificiale ma allo stesso tempo cinque ragazzi tra gli 11 e i 18 anni sono preoccupati per le conseguenze dell’intelligenza artificiale sul lavoro e la sicurezza dei loro dati, l’82% dichiara di volere una giornata per parlare di come il digitale cambierà il futuro. Questi dati emergono dalla indagine condotta dall’Osservatorio scientifico del “Movimento Etico Digitale”, che ha proposto l’istituzione di una Giornata Europea sulla Cittadinanza Digitale.
Oltre il 60% degli studenti italiani tra gli 11 e i 18 anni vede il web come uno spazio familiare, apprezzandone le opportunità di espressione, condivisione e ispirazione. Sebbene il 73% ritenga di comprendere il concetto di “cittadinanza digitale”, solo il 20,5% ha effettivamente ricevuto una formazione adeguata su tale argomento. «Il nostro obiettivo - dichiara Davide Dal Maso, fondatore del Movimento Etico Digitale - è promuovere un approccio al web consapevole e proattivo attraverso una serie di iniziative culminanti nella Giornata Europea sulla Cittadinanza Digitale». Un evento gratuito su questo tema, organizzato dalla non profit, sarà la live su Twitch del 20 ottobre 2023 che vedrà la partecipazione di 4mila studenti italiani, di una giornalista moderatrice di 5 talenti del mondo digitale.
Tra i ragazzi intervistati dall’Osservatorio (qui una delle indagini precedenti) c’è un’opinione piuttosto positiva rispetto all’Ia e al suo potenziale impatto sulla vita quotidiana. Il 32% è fermamente convinto che l’Ia possa apportare notevoli miglioramenti alla nostra vita, mentre un ulteriore 41% ritiene che porterà almeno alcune migliorie. Tuttavia, c’è una parte di questi giovani, il 15%, che non considera l’Ia come un fattore di miglioramento. Interessante notare che il 12% non ha una posizione definita sull’argomento, forse a causa di una mancanza di informazione o di una comprensione ancora superficiale della materia.
Sebbene la maggior parte degli studenti riconosca il potenziale dell’Intelligenza Artificiale nel migliorare la vita quotidiana, emergono preoccupazioni significative. Oltre il 51% esprime preoccupazione per l’uso improprio dell’Ai e delle potenziali conseguenze ad essa associate, il 52% per la perdita di posti di lavoro e il 40% per la sicurezza dei dati personali. «Queste paure, spesso infondate e alimentate da una percezione inadeguata, sottolineano l’urgente necessità di integrare l’educazione sull’Ai nel curriculum scolastico- si legge nel comunicato stampa - Ampliando le ore dedicate all’educazione civica digitale e inserendo temi legati all’Ai,potremmo preparare la prossima generazione a navigare in un futuro sempre più digitale».
Nella valutazione dell’esperienza online tra social media, gaming e streaming, il 64,4% degli utenti la ritiene positiva o molto positiva. Il 33,3% ha un’opinione neutra, mentre solo il 2,3%la considera negativa o molto negativa.«Questi dati sottolineano l’importanza di un approccio proattivo all’educazione digitale. Mentre la maggior parte degli studenti vede ancora positivamente il mondo online, non possiamo ignorare la leggera diminuzione della soddisfazione. Dobbiamo lavorare insieme, come comunità educativa, per garantire che i nostri giovani siano equipaggiati non solo con le competenze tecniche, ma anche con la resilienza emotiva per navigare in un ambiente digitale in continua evoluzione” spiega il pedagogista digitale Gregorio Ceccone e referente per l’Osservatorio Scientifico.
La rete, con le sue infinite possibilità, ha aperto un universo di intrattenimento e creatività, con l’82% degli studenti che si immergono con entusiasmo in questa dimensione. Questo non solo riflette la passione dei giovani per l’esplorazione e l’espressione, ma anche la loro capacità di trovare ispirazione e innovazione dal mondo online. D’altro canto, il 71% sottolinea l’importanza della comunicazione e delle relazioni, dimostrando che, nonostante la natura virtuale del mondo digitale, i legami umani e le connessioni autentiche rimangono al centro dell’esperienza online.
Nel 2022, il 75,3% degli studenti ha dichiarato di non aver mai ricevuto formazione sulla cittadinanza digitale. Quest’anno, la percentuale è salita al 79,5%. «Questo calo nella formazione erogata sul tema è preoccupante e sottolinea l’importanza di investire in tale direzione. La crescente dipendenza dalle tecnologie digitali nella vita quotidiana rende necessaria una solida comprensione delle stesse. L’assenza di formazione può esporre gli studenti a rischi online, come la disinformazione o il cyberbullismo. È fondamentale che le istituzioni educative riconoscano questa lacuna e agiscano di conseguenza, implementando programmi educativi adeguati» si legge nel comunicato stampa.
Alessia Maccaferri
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