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Una foresta di mille alberi sulla collina franata dopo l’alluvione del 2023

di Natascia Ronchetti

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Una foresta di mille alberi sulla collina franata dopo l’alluvione del 2023

Una foresta di mille alberi sulla collina franata dopo l’alluvione del 2023

Progetto del Cre, il Consorzio cui fanno capo 170 grandi gruppi industriali delle’Emilia-Romagna, da Conserve Italia a Caviro, ad Agrintesa

16 aprile 2024
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2' di lettura

Una collina franata, una delle tante che in Romagna non hanno retto alla devastazione causata dall’alluvione dello scorso maggio. E un territorio da rimettere in sicurezza e da preservare. A Sogliano al Rubicone, comune di poco più di 3mila abitanti della provincia di Forlì-Cesena, nasce una foresta di mille alberi paulownia, capaci di assorbire anidride carbonica fino a dieci volte di più rispetto ad altre piante.

«Un intervento che ha anche un valore simbolico in un luogo interessato da un imponente movimento franoso che ha danneggiato anche la strada che collega il paese con la superstrada E45», dice Vincenzo Maria de Rosa, amministratore delegato di Cre, consorzio per le risorse energetiche. Si deve infatti a Cre, insieme alla controllata E.CO – Energia corrente, la piantumazione del bosco su un versante della collina.

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Un’area di due ettari restituita alla comunità con alberi molto diffusi in Asia, caratterizzati da un rapido accrescimento e dalla necessità di piantarli a un metro di profondità. Una operazione di ripristino e valorizzazione dell’Appennino romagnolo che ha messo d’accordo tutti i 150 soci del consorzio, un big da 757 milioni di fatturato. Vale a dire grandi gruppi industriali italiani. Da Conserve Italia, principale azionista, ad Agrintesa, Caviro e Apofruit. Per arrivare a Bonfiglioli. Tutti convinti che la piantumazione del nuovo bosco, in collaborazione con il Comune di Sogliano al Rubicone e l’associazione Asvis, sia un tassello fondamentale della politica per il raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Tassello che integra i progetti del consorzio, impegnato nella presentazione del suo primo bilancio di sostenibilità, che vedrà la luce entro quest’anno. «Un percorso che abbiamo imboccato un anno fa, nel solco delle politiche Esg, anche attraverso la formazione dei dipendenti e dei dirigenti – spiega de Rosa -. E non solo per ragioni di opportunità. Siamo tutti persuasi della necessità di prevedere filtri che riguardano l’impatto della nostra attività sul territorio, sia sotto il profilo sociale che per quanto riguarda la tutela dell’ambiente: è questa la direzione giusta».

La strada che collega Sogliano al Rubicone alla E45, gravemente danneggiata, è tuttora percorribile solo a senso alternato. Sono in corso i lavori per renderla completamente agibile. Sull’altro versante, crescerà il bosco di paulownia, che viene sempre più utilizzato anche in Italia per il rimboschimento di aree esposte a rischio climatico. Entro un anno raggiungerà i 5 metri di altezza. Cre, nato nel 1999 a Cesena, fornisce energia elettrica e gas naturale ai gruppi industriali soci. Nel 2023 ha ritirato dai produttori oltre 220 mila MWh di energia da fonti rinnovabili (su un totale di più di 800 mila MWh), oltre a 63,9 milioni di metri cubi di gas naturale.

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