di Celestina Dominelli
Energia, Pichetto: "Unica soluzione è il nucleare"
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La direzione l’ha indicata lo stesso ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che insiste da tempo sulla necessità di riaprire in Italia i riflettori sul nucleare di ultima generazione. «Non si tratta evidentemente di proporre il ricorso in Italia alle centrali nucleari di grande taglia della terza generazione, ma di valutare le nuove tecnologie sicure quali gli small modular reactor (Smr) e i reattori nucleari di quarta generazione». Una posizione condivisa anche dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, secondo il quale «l’Italia non può perdere tempo: dev’essere chiaro l’obiettivo di tornare a produrre energia pulita e sicura tramite il nucleare».
Insomma, la direzione del governo è chiara. Ed è chiaro anche l’obiettivo perseguito dalla piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile, fortemente voluta dal ministro Pichetto e la cui prima riunione si è svolta ieri al Mase con la partecipazione di enti pubblici di ricerca, di esponenti del mondo delle università, di associazioni scientifiche, di soggetti pubblici operanti nel settore della sicurezza nucleare e del decommissioning, nonché di imprese che hanno già in essere programmi di investimento nel settore nucleare, nella produzione di componenti e impianti e nelle applicazioni mediche nel settore nucleare: aprire un percorso, la cui evoluzione però è ancora tutta da scrivere.
Ecco perché la tabella di marcia indicata dal ministro nel corso del confronto non disegna tempi troppo stringenti, ma spiana sostanzialmente la strada alla ripresa di un confronto rimasto finora di fatto tabù in Italia anche e soprattutto per via dei referendum che nel 1987 hanno stoppato questo binario: le proposte per un percorso finalizzato alla possibile ripresa dell’utilizzo dell’energia nucleare in Italia andranno infatti elaborate entro 6 mesi. Ed, entro 7 mesi, andrà redatto un documento completo della roadmap per poi arrivare all’elaborazione delle linee guida con azioni, risorse, investimenti e tempi entro 9 mesi.
Fin qui la strada indicata nel ministro. Che però era già tratteggiata anche nella proposta di aggiornamento del Pniec inviata a Bruxelles, dove, ha ricordato lo stesso Pichetto, si punta sulla vasta diffusione delle rinnovabili e dell'efficienza energetica per garantire la decarbonizzazione e la sicurezza energetica, anche attraverso la diversificazione delle fonti e l'integrazione delle diverse soluzioni tecnologiche disponibili. Una direzione alla quale poi ha fatto seguito, come si ricorderà, una mozione approvata lo scorso maggio dal Parlamento che ha impegnato il governo a sostenere la ricerca tecnologica su fusione e fissione nucleare e a informare correttamente i cittadini su tali tecnologie. Da qui, dunque, l’input a far nascere la piattaforma nazionale riunitasi oggi, giovedì 21 settembre.
La Pnss sarà coordinata dal Mase con il supporto di Enea e Rse e verrà articolata in gruppi tematici i cui obiettivi spaziano da contesto scenari e prospettive (gruppo 1) a tecnologie di fissione (gruppo 2) e fusione (gruppo 3). Saranno approfonditi da gruppi di lavoro specifici anche sicurezza e prevenzione, rifiuti e decommissioning, formazione ed educazione; e aspetti trasversali tra cui «l’ambiente, l’accettabilità sociale e la comunicazione».I risultati del lavoro della piattaforma saranno quindi la base per valutare l’elaborazione e l’adozione da parte dell'Italia di una strategia nazionale per il nucleare sostenibile. Ma la strada è ancora lunga.
Celestina Dominelli
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